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Fratino e Corriere piccolo: la Lipu invia una lettera a 51 comuni costieri calabresi per chiederne la protezione

Comunicato stampa

 

Sono 51 i comuni costieri calabresi ai quali recentemente, la Lipu Calabria, ha indirizzato una missiva utile a favorire la  tutela sia del Fratino (Charadrius alexandrinus) che del Corriere piccolo (Charadrius dubius), due piccoli uccelli limicoli che frequentano le spiagge calabresi.

Una missiva contenente consigli validi a raccomandare e ricordare ai sindaci dei 51 comuni interessati, di mettere in atto tutte quelle misure di protezione necessarie affinché le due specie possano avere la possibilità di riprodursi e vivere in tranquillità. 

In questo periodo infatti, fuoristrada, quad e motocross sono presenti sugli arenili, senza nessuna limitazione, lasciano evidenti cicatrici del loro passaggio.

Plastica, rifiuti e cani vaganti o di proprietà, non tenuti al guinzaglio, fanno il resto mettendo a dura prova spiagge e dune (ove presenti) e tutto ciò che ruota attorno a questo delicato ecosistema.

Inoltre, proprio durante il periodo riproduttivo, coincidente con l'approssimarsi della stagione balneare, le spiagge vengono tirate a "nuovo", le ruspe entrano in azione per livellare la sabbia ed estirpare le "erbacce", tutto deve essere perfetto come in un campo di calcio!

Tutto questo ovviamente, ha pesanti ripercussioni sulle due specie e, su tutte le altre forme di vita, sia animali che vegetali, presenti negli ambienti dunali e costieri, non ultima, per la nidificazione e la protezione della tartaruga marina Caretta caretta e per la protezione e la tutela del prezioso giglio di mare.

Corriere piccolo e Fratino sono entrambe specie protette da direttive nazionali ed europee, il Fratino in particolare è una delle specie più a rischio di estinzione in Italia, meno di 500 coppie nidificanti.

E le problematiche elencate sono alla base di questo drammatico declino!

Basterebbero poche azioni per consentire a questa specie di invertire il trend negativo.

Tutti ne siamo responsabili, i sindaci e gli amministratori in particolare, hanno grande responsabilità ma anche una eccezionale opportunità, possono decidere di continuare ad ignorare questa specie o contribuire al suo riscatto.

La Lipu con la sua azione, non chiede niente di eccezionale ai sindaci ma solo di far rispettare dei divieti, già di fatto esistenti, ma che sistematicamente vengono ignorati.

Ricordiamo a tal proposito, la nota del 30.05.2023 prot. 244072 emanata dal Dipartimento Territorio e Tutela dell’Ambiente della Regione Calabria - Settore 3 Parchi e Aree Naturali  Protette - “Azioni finalizzate a tutela delle specie Caretta caretta e alla salvaguardia degli habitat costieri”, norma che rientra a pieno titolo come urgenti misure di protezione per le spiagge.

La Lipu dal 2020 ha messo in campo in Calabria una rete di volontari e associazioni, oltre 30, che ogni anno, da febbraio ad agosto, monitorano centinaia di km di costa alla ricerca del piccolo limicolo.

Cercarlo significa proteggerlo, dare valore a quel territorio, incidere sulle politiche di gestione e manutenzione delle spiagge. 

È importante ricordare che i fratini, al pari di numerose altre specie di uccelli, sono ottimi indicatori ecologici. Questo significa che la loro presenza in un determinato habitat è indice del buono stato di salute di quel preciso ambiente tantè che la sua presenza concorre all'ottenimento della bandiera blu.

A fronte di una progressiva e sempre più rapida scomparsa degli habitat idonei, proteggere i siti riproduttivi e di svernamento diventa perciò fondamentale per garantire la conservazione di questa specie.

Le amministrazioni locali, con azioni virtuose, possono aiutarci a far conoscere il fratino e a creare una nuova consapevolezza riguardo al suo valore!

Queste raccomandazioni sono rivolte ai sindaci nei cui territori i volontari Lipu svolgono attività di monitoraggio ma tutti i 116 comuni costieri calabresi si sentano coinvolti.

Molte sono infatti ancora le spiagge da esplorare in Calabria che potrebbero essere potenziali siti di nidificazione e svernamento della specie.

La Lipu lancia contestualmente anche un appello ai cittadini nell'unirsi nella ricerca del piccolo limicolo, il contributo di ogni singola persona può essere prezioso.

 

Chi è interessato a conoscere la Lipu, a saperne di più sul fratino e a collaborare contatti la Lipu a questi indirizzi:

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Fratino e Corriere piccolo: la Lipu invia una lettera a 51 comuni costieri calabresi per chiederne la protezione

comunicato stampa

 

 

Sono 51 i comuni costieri calabresi ai quali recentemente, la Lipu Calabria, ha indirizzato una missiva utile a favorire la  tutela sia del Fratino (Charadrius alexandrius)  che del Corriere piccolo (Charadrius dubius) , due piccoli uccelli limicoli che frequentano le spiagge calabresi.

Una missiva contenente consigli validi a raccomandare e ricordare ai sindaci dei 51 comuni interessati, di mettere in atto tutte quelle misure di protezione necessarie affinché le due specie possano avere la possibilità di riprodursi e vivere in tranquillità. 

In questo periodo infatti, fuoristrada, quad e motocross sono presenti sugli arenili, senza nessuna limitazione, lasciano evidenti cicatrici del loro passaggio.

Plastica, rifiuti e cani vaganti o di proprietà, non tenuti al guinzaglio, fanno il resto mettendo a dura prova spiagge e dune (ove presenti) e tutto ciò che ruota attorno a questo delicato ecosistema.

Inoltre, proprio durante il periodo riproduttivo, coincidente con l'approssimarsi della stagione balneare, le spiagge vengono tirate a "nuovo", le ruspe entrano in azione per livellare la sabbia ed estirpare le "erbacce", tutto deve essere perfetto come in un campo di calcio!

Tutto questo ovviamente, ha pesanti ripercussioni sulle due specie e, su tutte le altre forme di vita, sia animali che vegetali, presenti negli ambienti dunali e costieri, non ultima, per la nidificazione e la protezione della tartaruga marina Caretta caretta e per la protezione e la tutela del prezioso giglio di mare.

Corriere piccolo e Fratino sono entrambe specie protette da direttive nazionali ed europee, il Fratino in particolare è una delle specie più a rischio di estinzione in Italia, meno di 500 coppie nidificanti.

E le problematiche elencate sono alla base di questo drammatico declino!

Basterebbero poche azioni per consentire a questa specie di invertire il trend negativo.

Tutti ne siamo responsabili, i sindaci e gli amministratori in particolare, hanno grande responsabilità ma anche una eccezionale opportunità, possono decidere di continuare ad ignorare questa specie  o  contribuire al suo riscatto.

 La Lipu con la sua azione, non chiede niente di eccezionale ai sindaci ma solo di far rispettare dei divieti, già di fatto esistenti, ma che sistematicamente vengono ignorati.

Ricordiamo a tal proposito, la nota del 30.05.2023 prot. 244072 emanata dal Dipartimento Territorio e Tutela dell’Ambiente della Regione Calabria - Settore 3 Parchi e Aree Naturali  Protette - “Azioni finalizzate a tutela delle specie Caretta caretta e alla salvaguardia degli habitat costieri”, norma che rientra a pieno titolo come urgenti misure di protezione per le spiagge.

 

La Lipu dal 2020 ha messo in campo in Calabria una rete di volontari e associazioni, oltre 30, che ogni anno, da febbraio ad agosto, monitorano centinaia di km di costa alla ricerca del piccolo limicolo.

Cercarlo significa proteggerlo, dare valore a quel territorio, incidere sulle politiche di gestione e manutenzione delle spiagge.

 

È importante ricordare che i fratini, al pari di numerose altre specie di uccelli, sono ottimi indicatori ecologici. Questo significa che la loro presenza in un determinato habitat è indice del buono stato di salute di quel preciso ambiente tantè che la sua presenza concorre all'ottenimento della bandiera blu.

A fronte di una progressiva e sempre più rapida scomparsa degli habitat idonei, proteggere i siti riproduttivi e di svernamento diventa perciò fondamentale per garantire la conservazione di questa specie.

Le amministrazioni locali, con azioni virtuose, possono aiutarci a far conoscere il fratino e a creare una nuova consapevolezza riguardo al suo valore!

Queste raccomandazioni sono rivolte ai sindaci nei cui territori i volontari Lipu svolgono attività di monitoraggio ma tutti i 116 comuni costieri calabresi si sentano coinvolti.

Molte sono infatti ancora le spiagge da esplorare in Calabria che potrebbero essere potenziali siti di nidificazione e svernamento della specie.

La Lipu lancia contestualmente anche un appello ai cittadini nell'unirsi nella ricerca del piccolo limicolo, il contributo di ogni singola persona può essere prezioso.

 

Chi è interessato a conoscere la Lipu, a saperne di più sul fratino e a collaborare contatti la Lipu a questi indirizzi:

 

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L’appello di Lipu Vas e Alberi Verdi ai Commissari prefettizi del comune di Rende per non abbattere i Pini domestici su Via Don Minzoni

 

Comunicato stampa del 18/01/2024

 

Una locandina riportante il logo del comune di Rende affissa lungo Via Don Minzoni avvisa i cittadini che nei prossimi giorni verranno tagliati i pini domestici presenti sui due lati della carreggiata.

Si, purtroppo i pini domestici di Rende sono giunti al loro capolinea! Dopo essere scampati al taglio nel mese di luglio scorso grazie ad un intervento della Lipu e del forum ambientalista per l'applicazione della Legge 157/92 che ne vieta l'abbattimento in periodo di nidificazione della fauna selvatica, sabato 20 si inizierà a dare il via alla mattanza voluta dall’ex Giunta Manna e ora programmata dai commissari prefettizzi che in realtà danno attuazione ad una delibera già approvata.

Sono alberi pericolosi a rischio caduta, di scarso valore estetico ed ornamentale che danno gravi problemi alla pavimentazione e ai marciapiedi sottostanti, così sembrerebbero le motivazioni che hanno portato a tale decisione. Verranno sostituiti, come già in parte è avvenuto per Via Leonardo Da Vinci, con alberi, o meglio alberelli, di Leccio.

Ad onore del vero occorre ricordare che questi pini domestici sono lì da almeno 60 anni e rappresentano un simbolo identitario della città e dei quartieri di Quattromiglia e Commenda in particolare. In questi anni hanno sequestrato tonnellate di anidride carbonica e immesso altrettante quantità di ossigeno nell’aria. Una sola pianta ha accumulato 2.236 kg di CO2 nel legno (fusto radici e rami) e sequestrato annualmente 101 kg di CO2 e immesso nell’aria 73,6 Kg di ossigeno, senza tener conto dell’anidride solforosa, biossido di azoto PM2,5 (particelle fini) sottratte (Ecologia Urbana 32 (1) 2020: 31-35). Queste stesse piante hanno dato rifugio, riparo e nutrito migliaia di uccelli appartenenti a diverse specie, anche protette, aumentando così la biodiversità urbana.

Ci chiediamo è proprio necessario eliminarle? Quanto impiegheranno le giovani piante di leccio affinché forniscano questi stessi benefici ecosistemici? Almeno 30-40 anni! Quindi tagliare e immettere al posto di… non è la stessa cosa.

Altro aspetto rilevante: la pericolosità! Certamente qualcuna di loro sarà inclinata ma non per questo occorre abbatterle tutte. Quante di loro in questi anni sono cadute per eventi atmosferici avversi o per altre cause, poche o forse nessuna. E allora di cosa parliamo!

Le piante, soprattutto in questi ultimi anni, sono diventate delle vittime sacrificali in nome della sicurezza. Piuttosto gli amministratori, di qualsiasi colore politico, che si sono susseguiti in questi lunghi anni, avrebbero dovuto preoccuparsi di come far crescere una pianta in salute, di come potarla e non capitozzarla, di come far arieggiare le radici e non di cementificarle, ma questo è un altro discorso, è un concetto culturale, di competenza, quelle giuste.

Terzo capitolo: sollevamento e sconnessione dei marciapiedi per le radici affioranti. Anche questo è dovuto ad una cattiva gestione del verde urbano ascrivibile negli anni. Qualsiasi albero, anche i lecci, hanno bisogno di una fascia di rispetto che va oltre quella attorno al colletto dell’albero. Il sollevamento delle radici è una risposta della pianta alla compattazione e cementificazione del terreno circostante.

Oggi, per fortuna, ci sono delle tecniche innovative, una tra tutte il metodo “Vogt” che decompatta il terreno immettendo aria e sali minerali consentendo alle radici di affondare in profondità. Metodo quest'ultimo che la Lipu, in occasione dell'incontro avvenuto nel mese di agosto con i Commissari prefettizzi, aveva proposto agli stessi dirigenti ma che evidentemente non hanno preso in considerazione.

Ora le associazioni scriventi chiedono ai Commissari di revocare la decisione di abbattere i pini, quanto meno quelli sani ed in asse, se vogliono possono ancora farlo. Se ciò accadrà saranno ricordati, ne saremo certi, come quei dirigenti che hanno bloccato una scellerata, quanto inopportuna delibera comunale e salvato decine, o forse un centinaio, di pini domestici nella città di Rende!

 

Lipu - Sezione di Rende (CS)

Comitato Alberi Verde Cosenza

Associazione Verdi Ambiente e Società - VAS-APS Onlus Circolo di VAS Rende-Cosenza

L’appello di Lipu Vas e Alberi Verdi ai Commissari prefettizi del comune di Rende per non abbattere i Pini domestici su Via Don Minzoni

 

Comunicato stampa del 17/01/2024

 

Una locandina riportante il logo del comune di Rende affissa lungo Via Don Minzoni avvisa i cittadini che nei prossimi giorni verranno tagliati i pini domestici presenti sui due lati della carreggiata.

Si, purtroppo i pini domestici di Rende sono giunti al loro capolinea! Dopo essere scampati al taglio nel mese di luglio scorso grazie ad un intervento della Lipu e del forum ambientalista per l'applicazione della Legge 157/92 che ne vieta l'abbattimento in periodo di nidificazione della fauna selvatica, sabato 20 si inizierà a dare il via alla mattanza voluta dall’ex Giunta Manna e ora programmata dai commissari prefettizzi che in realtà danno attuazione ad una delibera già approvata.

Sono alberi pericolosi a rischio caduta, di scarso valore estetico ed ornamentale che danno gravi problemi alla pavimentazione e ai marciapiedi sottostanti, così sembrerebbero le motivazioni che hanno portato a tale decisione. Verranno sostituiti, come già in parte è avvenuto per Via Leonardo Da Vinci, con alberi, o meglio alberelli, di Leccio.

Ad onore del vero occorre ricordare che questi pini domestici sono lì da almeno 60 anni e rappresentano un simbolo identitario della città e dei quartieri di Quattromiglia e Commenda in particolare. In questi anni hanno sequestrato tonnellate di anidride carbonica e immesso altrettante quantità di ossigeno nell’aria. Una sola pianta ha accumulato 2.236 kg di CO2 nel legno (fusto radici e rami) e sequestrato annualmente 101 kg di CO2 e immesso nell’aria 73,6 Kg di ossigeno, senza tener conto dell’anidride solforosa, biossido di azoto PM2,5 (particelle fini) sottratte (Ecologia Urbana 32 (1) 2020: 31-35). Queste stesse piante hanno dato rifugio, riparo e nutrito migliaia di uccelli appartenenti a diverse specie, anche protette, aumentando così la biodiversità urbana.

Ci chiediamo è proprio necessario eliminarle? Quanto impiegheranno le giovani piante di leccio affinché forniscano questi stessi benefici ecosistemici? Almeno 30-40 anni! Quindi tagliare e immettere al posto di… non è la stessa cosa.

Altro aspetto rilevante: la pericolosità! Certamente qualcuna di loro sarà inclinata ma non per questo occorre abbatterle tutte. Quante di loro in questi anni sono cadute per eventi atmosferici avversi o per altre cause, poche o forse nessuna. E allora di cosa parliamo!

Le piante, soprattutto in questi ultimi anni, sono diventate delle vittime sacrificali in nome della sicurezza. Piuttosto gli amministratori, di qualsiasi colore politico, che si sono susseguiti in questi lunghi anni, avrebbero dovuto preoccuparsi di come far crescere una pianta in salute, di come potarla e non capitozzarla, di come far arieggiare le radici e non di cementificarle, ma questo è un altro discorso, è un concetto culturale, di competenza, quelle giuste.

Terzo capitolo: sollevamento e sconnessione dei marciapiedi per le radici affioranti. Anche questo è dovuto ad una cattiva gestione del verde urbano ascrivibile negli anni. Qualsiasi albero, anche i lecci, hanno bisogno di una fascia di rispetto che va oltre quella attorno al colletto dell’albero. Il sollevamento delle radici è una risposta della pianta alla compattazione e cementificazione del terreno circostante.

Oggi, per fortuna, ci sono delle tecniche innovative, una tra tutte il metodo “Vogt” che decompatta il terreno immettendo aria e sali minerali consentendo alle radici di affondare in profondità. Metodo quest'ultimo che la Lipu, in occasione dell'incontro avvenuto nel mese di agosto con i Commissari prefettizzi, aveva proposto agli stessi dirigenti ma che evidentemente non hanno preso in considerazione.

Ora le associazioni scriventi chiedono ai Commissari di revocare la decisione di abbattere i pini, quanto meno quelli sani ed in asse, se vogliono possono ancora farlo. Se ciò accadrà saranno ricordati, ne saremo certi, come quei dirigenti che hanno bloccato una scellerata, quanto inopportuna delibera comunale e salvato decine, o forse un centinaio, di pini domestici nella città di Rende! Lipu - Sezione di Rende (CS) Comitato Alberi Verde Cosenza Associazione Verdi Ambiente e Società - VAS-APS Onlus Circolo di VAS Rende-Cosenza

Osservate in Sicilia due cicogne bianche provenienti dalla Calabria

COMUNICATO STAMPA

 

Due cicogne bianche sono state avvistate in Sicilia presso la Riserva Naturale Orientata delle Saline di Trapani, portavano un anello nero applicato al tarso con sopra impresso un codice alfanumerico, PA006 e PA699.

I due birdwatchers siciliani che ne hanno letto il codice, Antonino Barbera e Nicola Napolitano del WWF Saline di Trapani e Paceco, dal colore dell’anello e dalla sigla riportata, hanno subito capito che si trattava di cicogne nate in Italia e si sono chiesti da quale regione italiana i due individui provenissero.

In realtà non sono in tanti gli ornitologi che in Italia inanellano le cicogne, e non sono neanche tante le regioni dove questa specie nidifica, il campo si restringe, un paio di telefonate e il dilemma viene svelato: Calabria.

Si! Le due cicogne sono nate in Calabria, in provincia di Cosenza, inanellate da Mario Pucci, inanellatore Ispra, nonché socio e volontario della Lipu di Rende (CS) e, per essere lì in provincia di Trapani, le cicogne hanno già percorso in volo un tragitto di oltre 500 km!

L’esemplare PA006 era stato inanellato nella Valle del Crati il 4 giugno 2021 e osservato il 14 gennaio 2022 insieme ad uno stormo di 19 cicogne presso le saline di Trapani, lì vi ha trascorso tutto l’inverno, poi più nessuna traccia.

Foto Antonino Barbera                                                                                     Foto Archivio Lipu Rende

L’osservazione di PA699 invece è più recente, il 31 ottobre di quest’anno, è stata osservata nel trapanese mentre pascolava su un campo arato in compagnia di altre 5 cicogne. Era stata inanellata nella Piana di Sibari il 12 giugno 2023, entrambe le cicogne all’età di circa 33-35 giorni.

Foto Antonino Barbera                                                                                     Foto Archivio Lipu Rende

Queste due cicogne rientrano all’interno di un progetto d’inanellamento scientifico che la Lipu di Rende sta portando avanti già da alcuni anni, commenta Roberto Santopaolo, responsabile del progetto e delegato della Sezione Lipu di Rende.

Un progetto attivo dal 2019 in collaborazione con ISPRA ed e-distribuzione che in 4 anni ha portato a marcare ben 116 cicogne per conoscere meglio la vita di questi animali e soprattutto i loro spostamenti tra un continente e l’altro.

Di queste due cicogne, come di tutte le altre inanellate, sostiene ancora Santopaolo, ne conosciamo la loro storia, le abbiamo viste nascere, crescere, le abbiamo monitorate nel nido e osservate mentre i genitori le imbeccavano, le abbiamo tenute in braccio durante le operazioni d’inanellamento, assistito al loro primo volo.

Saperle vive e distanti dal luogo di nascita con la speranza che possano ritornare a nidificare nella zona che le ha viste nascere è una grande emozione, sostengono Katharina Werner e Stefania Pistocchio, volontarie della Lipu di Rende che da anni seguono la popolazione di cicogne nella Piana di Sibari.

Ancora più grande è l'emozione per l’osservazione della Cicogna PA699 in quanto al momento dell’inanellamento le è stato assegnato anche un nome, “Virginia”, per volere di una famiglia di Udine che ha voluto adottarla dandole il nome della propria figlia, una bimba di 9 anni, Virginia per l’appunto.

La giovane cicogna aveva lasciato la Piana di Sibari verso la fine di agosto per intraprendere il suo lungo viaggio migratorio verso l’Africa ma pochi giorni dopo è stata rinvenuta a terra tra Pellaro e Saline Joniche, in provincia di Reggio Calabria, sparata da un bracconiere, ma per fortuna ancora viva!

Trasportata di urgenza dalla Polizia Metropolitana di Reggio Calabria al Cras di Catanzaro è stata sottoposta ad un delicato intervento chirurgico, ne è seguita la riabilitazione in voliera per ben 2 mesi dove ha recuperato la capacità al volo. Finalmente a metà ottobre, riacquistata la libertà, riprende il suo lungo viaggio migratorio verso sud che era stato bruscamente interrotto dalla follia di un vile bracconiere!

Ora si trova in Sicilia insieme ad altre cicogne, forse si risparmierà il secondo lungo tratto di viaggio verso l'Africa e si fermerà sull’isola dove c’è una popolazione di cicogne svernanti. Il valore dell’attività di inanellamento a scopo scientifico sta proprio in questi dati che ci danno la possibilità di capire meglio gli spostamenti di questa specie, le aree di sosta e di svernamento oltre agli areali riproduttivi a noi già noti, sostiene Giorgio Berardi consigliere nazionale Lipu e coordinatore Lipu Calabria.

La Lipu di Rende negli ultimi due anni ha già acquisito una decina di dati derivanti da cicogne inanellate e poi successivamente avvistate in natura. Questo ci consente anche di attuare una migliore strategia per la protezione, non solo della specie, ma anche degli habitat che frequenta.

La Lipu invita chiunque dovesse osservare delle cicogne con anelli a comunicare il codice alfanumerico o il semplice avvistamento a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. si contribuirà così a proteggere meglio la specie.

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