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LIPU - Sezione di Rende

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Cicogna Day Calabria 2017

Al via sabato 4 giugno la 6^ edizione del Cicogna Day della LIPU  in Calabria

 

 

 

Sabato 4 Giugno ritorna in Calabria la 6^ edizione del Cicogna day, l’evento organizzato dalla sezione Lipu di Rende per la Cicogna bianca, una specie che tutti conoscono ma che pochi ancora hanno avuto la possibilità di osservare in natura.

Un volo, quello della Cicogna bianca, iniziato a metà anni Ottanta, quando la Lipu, dopo secoli di assenza della specie dal nostro territorio nazionale, inizia un progetto di reintroduzione a Racconigi in Piemonte. Da allora, in pochi anni, le coppie nidificanti crescono a 100, poi, nel 2005, a 160 fino a giungere alle quasi 300 di oggi.

In Calabria ci vorranno gli anni 2000 per vedere lo spettacolare volo di questi maestosi uccelli quando la Lipu di Rende mette in campo un vero e proprio piano di azione per questa specie, il Progetto “Cicogna bianca Calabria”.

Un progetto diverso da quello di Racconigi, per certi versi meno complesso ma altrettanto efficace e funzionale. L’idea infatti è di attirare le cicogne in migrazione offrendo loro una casa, ossia dei nidi artificiali, una sorta di grandi piattaforme circolari in legno posizionate sui tralicci e pali elettrici dell’Enel.

E dal 2003, anno d’inizio del progetto, c’è stato in Calabria un incremento graduale del numero di coppie di cicogne nidificanti, passando dall’unica coppia del 2003 alle attuali 22, di cui 21  nidificanti su nidi artificiali!  Un vero e proprio successo che certifica l’utilità di queste strutture e la validità del progetto messo in campo dalla sezione rendese della Lipu.

Per osservare le cicogne ai nidi la Lipu di Rende ha selezionato alcuni siti riproduttivi tra la provincia di Cosenza e Crotone, dove si svolgeranno le visite guidate con l’ausilio di attrezzature ottiche per l’osservazione al nido.

Inoltre i volontari Lipu spiegheranno il progetto “Cicogna bianca Calabria” e daranno informazioni sul monitoraggio dei singoli nidi, attualmente in corso, saranno affrontati alcuni temi quali l’habitat necessario alle cicogne per alimentarsi, i miti e la storia di questi maestosi uccelli, il loro speciale rapporto con l’uomo e il loro importante ruolo di indicatore della qualità ambientale.

Sarà anche l’occasione per conoscere le abitudini dei genitori e dei pulli, l’attuale distribuzione dei nidi in Italia e i luoghi di svernamento delle cicogne.

 

 

La partecipazione è gratuita ed è particolarmente gradita la presenza di bambini. A fine giornata i partecipanti riceveranno un attestato di partecipazione a ricordo di questo particolarissimo evento.

Inoltre sarà anche possibile adottare virtualmente una coppia di cicogna bianca, una sorta di adozione a distanza, dove chiunque, singoli cittadini, famiglie, scolaresche, associazioni, con una minima donazione possono adottare una delle 22 coppie di cicogne attualmente nidificanti  in Calabria.

I “genitori adottivi” riceveranno un attestato di adozione con il proprio nome e cognome e la posizione georeferenziata del nido scelto, un poster 70X100 tutto colore che ritrae un esemplare di Cicogna bianca nel suo ambiente naturale, materiale informativo sulla specie, la tessera di socio sostenitore della Lipu per un anno, la rivista trimestrale“Ali” e l’adesivo dell’Associazione.

Infine i “genitori adottivi” saranno costantemente informati sull’andamento della nidificazione, sul numero di nati e giovani involati.

 

Sezione Lipu Rende

 

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Da Trifari a Monte La Caccia per Serra La Croce

Escursione Lipu domenica 21 Maggio 

Monte La Caccia e a destra il Monte Cannitello

Escursione in uno dei luoghi più affascinanti del Parco Nazionale del Pollino, Monte la Caccia per Serra La Croce. 
Monte la Caccia si staglia alle spalle di Belvedere Marittimo ad un'altezza di m. 1744 e rappresenta l’ultima appendice a sud ovest del massiccio del Pollino.

Il percorso prevede un dislivello di circa 1.000 metri ma assolutamente gratificante in termini di bellezza paesaggistica. 
La partenza a piedi avviene dalla frazione Trifari di Belvedere Marittimo a m. 722. 
A metà salita si incontra il primo punto panoramico che dà un assaggio della bellezza del luogo caratterizzato da ripide pareti rocciose festonate di pini loricati, la conifera più importante dell'area del Pollino, una specie endemica simbolo del Parco.
Proseguendo ancora in salita, a quota 1.376, dopo circa 2,5 ore di cammino, si incontra il “Rifugio Belvedere” realizzato in pietra calcarea locale e legno, incastonato tra splendidi pini loricati, a pochi passi dalla storica chiesetta della Santa Croce. E’ un punto molto panoramico con splendida veduta sulla costa tirrenica e prima tappa del percorso.

 

Da qui si dipartono due sentieri, uno per la vetta di Serra la Croce, raggiungibile in brevissimo tempo, l'altro per Monte la Caccia, ascesa molto impegnativa la cui vetta è raggiungibile in circa 1,5-2 ore. La fatica però viene ripagata da un panorama mozzafiato a 360°, dalla veduta sui due mari, con l’isola di Cirella in primo piano, dal crinale frastagliato della Montea fino alla valle del Fiume Esaro.

 

Informazioni:

L'appuntamento è presso la rotatoria del Marconi (uscita autostradale A3 Rende). 

Partenza in auto ore 7.30.

Munirsi di scarpe da trekking, cappellino per il sole, acqua  e colazione al sacco.

Per prenotazioni contattare la sezione tramite le mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  

 

Lipu Rende (CS) Delegazione provinciale

 

IL VERDE URBANO E GLI ALBERI IN CITTÀ

Nel centro storico di Cosenza distrutti i nidi di Rondine

COMUNICATO STAMPA

 

Nel centro storico di Cosenza distrutti  alcuni nidi di Rondine

La Lipu chiede alla autorità competenti di intervenire e far rispettare le leggi

 

Facciata del palazzo nel centro storico di Cosenza ove sono ubicati i nidi

 

Cosenza è una delle poche città italiane dove nidifica il Rondone maggiore, una specie diffusa prevalentemente lungo l’arco alpino, le coste e in parte dell’Appennino. Un dato naturalistico estremamente interessante che andrebbe meglio conosciuto e valorizzato, come sostengono i responsabili della Lipu di Rende che da anni seguono e studiano queste specie. Un altro aspetto che merita di essere reso noto è che nel centro storico di Cosenza -continua ancora la nota dell’Associazione- nidifica un’altra specie, meno rara rispetto al Rondone maggiore ma in netto declino in tutta Europa, la Rondine. Il suo nome scientifico è Hirundo rustica perché il suo habitat di elezione è appunto la campagna. Purtroppo, l’agricoltura intensiva piena di pesticidi e veleni agricoli, ha spesso sostituito quella tradizionale, e la campagna ‘amica’ è diventata merce rara. Cosa fa allora una piccola colonia di rondine all’interno del centro storico di Cosenza? Semplice, fugge dalla campagna inquinata da pesticidi, da un’agricoltura intensiva che non riconosce più, cerca riparo nelle periferie delle città. Il Lungo Crati è il suo territorio di caccia, mosche e zanzare sono le sue prede preferite di cui è divoratrice instancabile. Una sola coppia, nel periodo riproduttivo, riesce a catturarne sino a 6.000 al giorno. Ma questo piccolo uccello di pochi grammi e di soli 20 cm di lunghezza (di cui 3-6 spettano alla coda) ha un altro record. Nella sua lunga migrazione dal continente europeo a quello africano, compie in un solo anno, tra andata e ritorno, più di 20.000 km! E le rondini “cosentine” ritornano sempre lì, in quello stesso storico palazzo che affaccia sul Lungo Crati, nelle stesse scale condominiali dove, sulle travi e sulle alti pareti, posizionano i loro nidi, allevano la prole cacciando freneticamente insetti. Osservarle e vederle ritornare ai nidi con il becco pieno di insetti per nutrire i loro piccoli è uno spettacolo di rara bellezza naturalistica, sostengono ancora i volontari della Lipu rendese.

Ma a qualcuno tutta questa storia non interessa, anzi questo qualcuno ha pensato che fosse cosa buona e giusta per lui e per quelli che abitano nel palazzo allontanare le rondini, danno fastidio, sporcano a terra… la cosa più semplice è rompere i nidi ed è presto fatto!

Questo è il benvenuto che da persone “civili” si usa riservare ad una specie così importante la cui sola colpa è quella di sporcare pochi centimetri quadrati di un pianerottolo. Ma ci chiediamo cosa è più grave: la mattonella sporcata dalla rondine o la spazzatura sparsa poco al di fuori di quella scala, o ancora le campagne colme di pesticidi che arrivano sulle nostre tavole?

Ma la Rondine è una specie fortemente legata al suo sito di nidificazione e difficilmente vi rinuncia. In soli due giorni di duro lavorio la coppia infatti ha ricostruito un nuovo nido accanto a quello rotto. Ora fra qualche giorno, in quelle stesse scale, arriveranno altre rondini e purtroppo anche loro troveranno i nidi rotti. Dopo l’estenuante viaggio migratorio avrebbero bisogno di riprendere le forze, di cacciare insetti per accumulare grasso, l’energia perduta durante la migrazione e invece dovranno dedicarsi alla ricostruzione del nido. Ma che fine faranno questi nidi appena ricostruiti? No, noi ambientalisti, la gente per bene, le persone civili del centro storico di Cosenza e non solo non ci stanno, si ribellano e dicono NO a questi barbari atti vandalici.

La Lipu a distanza di soli pochi giorni dal primo comunicato su questa problematica lancia un altro appello, un’altra denuncia affinché le autorità competenti possano intervenire per evitare che episodi come questi possano nuovamente ripetersi. La Lipu ricorda ancora una volta che la Rondine è una specie protetta da leggi e direttive internazionali e distruggere un nido di Rondine è reato.

Oltretutto il comune di Cosenza nel 2003 ha anche adottato una delibera “Salvarondini” che va ulteriormente a rafforzare le leggi che già proteggono questa specie.

Cosenza sarà anche uno dei più bei centri storici d’Italia ma senza rondini e rondoni non è la stessa cosa, sarà meno ospitale, meno inclusiva, meno civile….

Si faccia in modo che uomini, rondini e rondoni possano convivere insieme, ciò è possibile ed anzi è la normalità in tutte le città civili e Cosenza deve essere tra queste.

 

 

Lipu Rende

Delegazione provinciale (CS)

Coordinamento regionale Calabria

 

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Sono in arrivo rondini, rondoni e balestrucci - La Lipu chiede la protezione dei nidi

COMUNICATO STAMPA

 

Rondine (Hirundo rustica)

Le rondini, simbolo della primavera per eccellenza, quest'anno sono già arrivate anticipando di fatto la bella stagione, a comunicarlo è la sezione Lipu di Rende. Sono ancora pochi gli individui arrivati e per questo la loro presenza passa inosservata ai più, ma alzando gli occhi al cielo, è possibile notare le loro caratteristiche ed imprevedibili traiettorie di volo. Instancabili solcano il cielo alla ricerca di insetti, devono recuperare molte delle energie perse durante il loro lungo e faticoso viaggio migratorio. Un percorso che, come ogni anno, porta queste specie a compiere migliaia di km spostandosi tra due continenti, quello africano ed europeo. Un viaggio lungo 8-10.000 km! Il deserto del Sahara e il mediterraneo sono solo alcune delle barriere naturali da superare, ma alla fine chi riuscirà a sopravvivere alla migrazione giungerà sempre lì, al solito posto, sotto lo stesso cornicione, allo stesso casolare, allo stesso nido dove sono nate. Il senso di orientamento e la fedeltà al sito riproduttivo è sorprendente oltre che affascinante. E questo vale anche per balestrucci e rondoni che insieme alle citate rondini hanno le stesse abitudini di vita. Specie accomunate, non solo per l'aspetto migratorio ma anche per la loro alimentazione e la particolare tecnica di caccia. Le loro prede sono rappresentate esclusivamente da insetti alati, in particolare mosche e zanzare, che cacciano rincorrendole in volo tenendo semplicemente il becco spalancato. E sono veramente tanti gli insetti che ogni singolo individuo, ogni singola coppia può cacciare durante la loro permanenza qui da noi.

E’ stato valutato che una città di medie dimensioni, come potrebbe essere l'area urbana di Rende e Cosenza, può ospitare una popolazione tra rondini rondoni e balestrucci di circa 10.000 individui che nei 4-5 mesi di presenza arrivano a mangiare 63 tonnellate di mosche e zanzare in maniera assolutamente ecologica, senza inquinare!

Purtroppo queste utilissime specie sono in netto declino sostiene ancora la Lipu rendese, indice di un ambiente che sta cambiando velocemente. Si è rotto anche quel legame di convivenza dell'uomo con queste specie. Una agricoltura sempre più intensiva, inquinata e meno tradizionale rende difficile la vita della rondine. Esigenze abitative ed estetiche eliminano molti dei siti di nidificazione di balestrucci e rondoni. Inoltre in diverse circostanze, singoli nidi o intere colonie vengono distrutti in seguito a ristrutturazioni dei sottotetti e rifacimenti delle facciate di case e palazzi, purtroppo anche durante il periodo di nidificazione. In questocaso si compiono, in maniera del tutto silenziosa, spregiudicata e vigliacca, delle vere e proprie stragi di uova e nidiacei. Una pratica abbastanza consolidata da parte di singoli proprietari di case o condomini di palazzi è poi la rottura dei nidi di queste povere specie, la cui unica colpa è quella di sporcare con le loro deiezioni la zona di marciapiede o di giardino sottostante il nido, tra l’altro circoscritta a pochi centimetri quadrati. Problematica, se così può definirsi, che potrebbe essere semplicemente risolta installando una banale tavoletta poco al di sotto del nido.

La Lipu fa sapere che rondini, rondoni e balestrucci sono specie protette dalla legge n. 157/92 e da varie altre direttive europee e pertanto anche la distruzione dei nidi è severamente vietata. La Lipu per rafforzare la protezione di queste specie ha strutturato un’apposita delibera cosiddetta “salvarondini” che regolamenta i modi ma soprattutto i periodi di ristrutturazione di palazzi ed edifici e le soluzione da adottare in caso di ristrutturazioni. Una delibera che è rivolta ai sindaci di tutti i comuni e ai quali sin’ora hanno aderito in Italia 107 comuni di cui ben 29 in Calabria.

L’ultimo comune calabrese ad avere adottato la delibera salvarondini è quello di Acquaro in provincia di Vibo Valentia, l’elenco completo dei comuni è presente sul sito www.lipurende.it dove è possibile anche scaricare la bozza di delibera.

La Lipu di Rende lancia dunque un appello a tutti gli altri comuni calabresi affinché possano prendere in considerazione la delibera salvarondini o comunque adottare comportamenti virtuosi a favore di queste specie.

Facciamo sì, sostengono ancora i volontari della Lipu, che sull’esempio di Rende e Acquaro, il primo e l’ultimo comune in ordine cronologico ad aver adottato la delibera salvarondini (2003-2016), tanti altri comuni calabresi possano adoperarsi per favorire la convivenza con queste utili quanto indispensabili specie.

La sezione Lipu di Rende è disposta a collaborare con enti e amministrazioni per facilitare l’adozione della delibera salvarondini e trovare, di volta in volta, la migliore soluzione possibile: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Lipu Rende

Delegazione provinciale (CS)

Coordinamento regionale Calabria

 

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