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LIPU - Sezione di Rende

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TUTTI IN NATURA - Domenica 23 settembre presso il parco fluviale Emoli di Rende

Camminare a piedi nudi sul prato, arrampicarsi su un albero, giocare a nascondino tra gli alberi. Sembra incredibile, ma ci sono bambini che queste semplici, banali esperienze non le hanno mai provate.

Le propone invece la Lipu con il programma Tutti in natura (#tuttiinnatura), col quale si propone di offrire ai ragazzi un’esperienza diversa, più salutare e anche divertente, che offra un’alternativa allo stare in casa davanti al tablet o alla play station, un’abitudine sempre più diffusa tra bambini e adolescenti. In particolare, tra il 15 e il 23 settembre, i volontari della Lipu proporranno alle famiglie una giornata negli spazi verdi delle nostre città.

Un programma ricchissimo che prevede giochi e laboratori per i più e poi mostre, letture, birdwatching e riconoscimento delle tracce degli animali. Sì, perché anche nelle nostre città, pur caotiche e inquinate, le specie animali e vegetali, in una parola la biodiversità, non mancano: sia che si tratti di giardini di casa, piccoli parchi di quartiere o spazi “rubati” al cemento, è sempre possibile ritrovare quel contatto con la natura che molte persone che vivono in città hanno perso. Nei bambini, in particolare, la frequenza, anche sporadica, di aree verdi diminuisce stress, aggressività e insicurezza.

Nell’ambito del programma Tutti in natura la nostra sezione Lipu propone per ragazzi e famiglie una piacevole e divertente giornata domenica 23 settembre prossimo, dalle 10 alle 16 presso il parco fluviale Emoli di Quattromiglia di Rende, dove organizzeremo giochi e laboratori didattici.

Per ulteriori info:

https://www.facebook.com/www.lipurende.it/?ref=bookmarks

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3247764516(Giorgio) – 3487066531(Roberto)  3349254595(Giuseppe)

 

ALLARME DELLA LIPU, nel calendario venatorio calabrese presenti specie in grave declino e previste inaccettabili preaperture e posticipi

Di recente la Giunta regionale della Calabria ha approvato il calendario venatorio per la stagione 2018/2019, nonostante le continue richieste delle associazioni ambientaliste si è preferito continuare a perpetrare gli errori del passato.

Sono infatti state mantenute le vergognose preaperture al 1 settembre ed il posticipo della chiusura al 10 febbraio ed inoltre, l’inaccettabile presenza di specie in grave declino globale come l’allodola, la pavoncella, il moriglione, il tordo sassello, la tortora selvatica e il combattente.

Le diverse specie soffrono a causa dei cambiamenti climatici, dell’agricoltura intensiva e della distruzione del loro habitat naturale ma continuano, nonostante le difficoltà, ad essere oggetto di prelievo venatorio.

I preoccupanti dati sullo stato di conservazione di questi uccelli sono stati pubblicati nella terza edizione del rapporto Birds in Europe (2017), di BirdLife International, la più grande rete mondiale di associazioni per la tutela della natura, di cui laLipu è partner per l’Italia. In particolare, cinque specie (coturnice, tortora selvatica, moriglione, tordo sassello e pavoncella), rispetto al precedente rapporto (elaborato 13 anni prima, nel 2004), vedono aggravare il loro declino diventando “Spec 1”, ossia “specie minacciate a livello globale”.

I volatili, oltre che parlarci della bellezza della natura ci indicano il modo in cui trattiamo il nostro pianeta. Se una specie è in crisi, è quasi sempre perché le nostre attività sono eccessive e mal condotte.

Si tratta di modificare radicalmente alcune pratiche, fermare il cattivo sfruttamento del territorio, aumentare le tutele degli habitat naturali e delle rotte migratorie, ma anche, attivare misure d’urgenza. Per questo chiediamo alla Giunta Regionale presieduta dall’On. Mario Oliverio, di escludere dalla lista delle specie cacciabili le 6 sopraindicate, di eliminare le preaperture e i posticipi dal calendario venatorio e aumentare la vigilanza, stabilendo un piano di controllo organico che preveda anche il ripristino delle storiche competenze in capo ai corpi di Polizia Provinciale.

 

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Escursione nel Parco Nazionale della Sila

Dal Centro visita Cupone a Cozzo del Principe

                    Sabato 18 Agosto 2018

 

 

Dati tecnici

Difficoltà: Escursionistico (media difficoltà)

Tempo (a/r): 6,00 h        

Quota minima: 1158 m

Quota massima: 1530 m

Luoghi attraversati:

Centro visita Cupone, Bosco del Corvo, Vallone Freddo, Cozzo del Principe.

 

Percorso

Il luogo di partenza è il Centro Visita Cupone (in cui ci recheremo al termine dell’escursione), sorto a seguito dell'adattamento di un’antica segheria demaniale e dei plessi accessori. La struttura sorge sulle rive del Lago Cecita, termine derivante dal dialetto locale “cicita” con cui si indica l’orbettino, un piccolo rettile, ed è centro di educazione ambientale, con presenza di sentieri naturalistici, osservatori faunistici, musei e giardino geologico.

Cupone è un toponimo che fa riferimento ad un albero “cupo”, ossia scavato alla base per estrarre schegge di legno da usare nei camini, dette “tede”.

Il percorso si snoda su un’agevole stradina a fondo naturale all’interno del “Bosco del Corvo”, costituito per la maggior parte da pini larici vetusti di circa 140 anni (sui quali sono evidenti segni di resinazione) e faggi.

Con un pò di fortuna sarà possibile avvistare i vivacissimi scoiattoli neri della Sila, conosciuti a livello dialettale come "zaccanelle", caratteristici per le dimensioni maggiori rispetto a quelle di altre specie presenti in Europa, e per il loro manto nero sul dorso e bianco sul petto.

Procedendo si osservano alcune piante di pioppo tremolo dove nidifica il Picchio rosso maggiore, la cui presenza è rivelata dal ritmico tambureggiare del potente becco sui fusti. Tipica anche la presenza di piccoli passeriformi legati agli ambienti forestali  come cince, fiorrancini, rampichini e  picchi muratori.

Sulla sinistra è possibile osservare qualche scorcio panoramico fino a giungere nel Vallone Freddo, nelle cui acque del purissimo torrente, è possibile osservare la trota fario, la rana e, più raramente, la biscia d’acqua.

Si arriva così fino sotto al Cozzo del Principe da dove, abbandonata la pista, ci si porta al belvedere dal quale si gode una splendida vista mozzafiato sul Lago Cecita e sul laghetto dell’area faunistica di Golia, quest'ultimo incastonato in mezzo ad una foresta di pino laricio che testimonia l’antico splendore della “Silvia brutia”.

L’escursione  è gratuita per i soci Lipu, mentre per i non soci è previsto un contributo volontario che resterà alla sezione per portare avanti le varie attività.

Partenza

Prevista per le ore 08:15 uscita autostradale di Torano, ore 08:30 uscita autostradale di Cosenza Nord, di fronte al centro commerciale Marconi.

 

Consigli utili.

E' bene vestirsi a strati, indossare un abbigliamento leggero, un pantalone lungo, un cappellino e delle scarpe comode, meglio se da trekking .

Portare con se 1,5 - 2 litri d'acqua e colazione a sacco.

Utile il binocolo e il K-way.

 

Per informazioni e prenotazioni:

Giorgio Berardi cell. 324 77 64 516

Roberto Santopaolo cell. 348 7066531

 

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Dossier Incendi Calabria 2018

DOSSIER
CALABRIA 2017 L’ANNUS HORRIBLIS DEGLI INCENDI
CRONACA DI UN DISASTRO

Comitato STOP incendi Calabria


Il Comitato Stop Incendi Calabria ha redatto un Dossier con l’obiettivo di documentare gli accadimenti dell’estate 2017 e chiarire l’intreccio di responsabilità che hanno causato quello che viene ormai unanimemente ritenuto un vero disastro ambientale senza precedenti.
Gli oltre diecimila incendi divampati in Calabria nell’anno 2017, nonché la loro durata ed estensione, hanno lasciato nell’opinione pubblica e sul territorio profonde cicatrici e notevoli conseguenze, su un piano sia materiale che morale.
Con il Dossier “Calabria 2017, l’Annus Horribilis degli incendi: cronaca di un disastro” il comitato ha inteso ripercorre i principali fatti di cronaca regionali, fornire i dati degli incendi, ricostruire le cause del fallimento del sistema Anti Incendio Boschivo calabrese (AIB) e menzionare i filoni d’indagine che intrecciano interessi criminali con l’azione dei piromani.
Il Dossier, inoltre, dà una lettura critica della legge regionale n° 51/2017 (Legge Bavacqua) e del Piano Anti Incendi 2018, ponendo anche l’accento sui danni e sulle conseguenze a medio-lungo termine degli incendi. Proprio per approfondire tali conseguenze, il comitato si è avvalso della preziosa collaborazione di Giorgio Berardi (LIPU Calabria), di Giuseppe Rogato (WWF Calabria) e dell’economista Matteo Olivieri.

Per scaricare il pdf del dossier cliccare sul link  sottostante

http://www.comitatostopincendicalabria.info/dossier/DOSSIER.pdf

Cicogna bianca Calabria: consuntivo stagione riproduttiva 2018

COMUNICATO STAMPA

 

Nati in Calabria 74 giovani cicogne, 68 hanno spiccato il volo.

Soddisfazione per la sezione Lipu di Rende che da anni con i suoi volontari segue la specie

 

Si è conclusa la stagione riproduttiva della Cicogna bianca in Calabria. Sono 74 i giovani nati quest’anno da 22 coppie, un nato in più e una coppia in più rispetto alla stagione riproduttiva del 2017. Un bilancio positivo dunque, anche se non tutti i giovani nati sono riusciti ad involarsi, 6 di loro purtroppo non hanno potuto accarezzare l’ebrezza del primo volo.

Questo probabilmente a causa di un disturbo antropico avvenuto in due siti, rispettivamente nella Valle del Crati e Piana di Sibari dove le nidiate sono improvvisamente scomparse quando i giovani non erano ancora in grado di volare. Non sappiamo di preciso cosa sia successo, sostengono i volontari Lipu, e comunque sono questi episodi negativi che potrebbero mettere a rischio, nei prossimi anni, il ritorno degli adulti ai siti di nidificazione.

La Piana di Sibari, per la presenza di risaie, habitat elettivo per questa specie, si conferma la zona geografica con il maggior numero di coppie (16) seguita dalla Valle del Crati (5) mentre la Valle del Neto, in provincia di Crotone, conferma anche quest’anno la sua unica coppia.

La Calabria si dimostra dunque una regione strategica per la Cicogna bianca e non solo come punto di passaggio durante la migrazione, ma anche e soprattutto come area idonea alla nidificazione della specie.

Un ruolo importante in questi anni lo ha avuto il progetto “Cicogna bianca” messo in campo dalla Lipu di Rende sin dal 2003. Obiettivo del progetto resta ancora tutt’ora quello di favorire il ritorno e la nidificazione della Cicogna bianca in Calabria attraverso l’uso dei nidi artificiali. Si tratta di una sorta di piattaforme circolari in legno che, grazie alla collaborazione con Enel, vengono posizionate sui tralicci e pali elettrici. Le cicogne in questo modo sono invogliate a fermarsi e a nidificare su queste originali, quanto particolari strutture. Ed è quello che è accaduto in questi 15 anni in Calabria in cui si è passati dalle uniche 2 coppie del 2003 alle attuali 22, di cui 20 hanno scelto di nidificare su piattaforme artificiali.

Anno dopo anno si sta dunque costituendo una prima piccola popolazione di Cicogna bianca in Calabria, un patrimonio e un valore aggiunto per la nostra regione che merita attenzione, rispetto e ammirazione da parte dell’intera comunità calabrese, sostengono ancora i volontari Lipu.

La sezione rendese rivolge infine un ringraziamento ai suoi  volontari del gruppo Cicogna bianca ai quali, quest’anno, di sono uniti anche i ragazzi del Gruppo Lipu Choose Nature (Scegli la Natura) che insieme hanno monitorato costantemente i nidi nelle tre aree di nidificazione dedicando gratuitamente diverse ore di lavoro sul campo. Questo ha permesso di effettuare anche  importanti interventi di recupero mettendo in salvo alcuni individui adulti di cicogna in difficoltà. E grazie anche all’Enel Calabria, senza il cui supporto tecnico di installazione delle piattaforme sui tralicci e pali elettrici, il progetto non sarebbe mai potuto partire.

Attualmente più di 110 cicogne, tra giovani nati e adulti, popolano i cieli della Calabria ma sono prossime a lasciare la nostra regione. A breve infatti migreranno verso sud, compiranno più di 7.000 km per portarsi nei quartieri di svernamento africani. Ritorneranno di nuovo in Calabria il prossimo anno, in primavera, perpetuando così il ciclo della vita.

 

 

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