Progetto Fratino Calabria
Fratino
Il Fratino (Charadrius alexandrinus) è un piccolo uccello limicolo appartenente alla famiglia dei Caradriidi, tipico degli ambienti costieri.
È un uccello di dimensioni ridotte (circa 15-17 cm), con corpo compatto e zampe relativamente lunghe. Il piumaggio è chiaro e mimetico, ideale per confondersi con sabbia e ghiaia: il dorso è color sabbia-grigio, mentre il ventre è bianco.
Fig. 1 - Fratino maschio - Foto: Carlo Calabrò
Durante la stagione riproduttiva, la testa del maschio adulto è più colorata rispetto a quella marrone chiaro-grigio della femmina: la nuca è rossiccia e la fronte presenta un tratto nero che ricorda una mezzaluna. Caratteristiche dei maschi adulti sono anche due macchiette nere presenti tra becco e occhi, e due bande scure ai lati del petto che vanno a formare un collarino incompleto aperto sul davanti (Fig. 1).
Femmine e giovani mostrano invece un piumaggio più tenue e uniforme, meno contrastato. Per tutti gli individui, giovani, femmine e maschi adulti, il becco è dritto e nero, mentre le zampe sono nere o tendenti al grigio scuro: caratteristica, questa, che li distingue immediatamente dai simili Corrieri piccoli (Charadrius dubius) con cui condivide l’habitat di nidificazione (Fig.2).

Fig. 2 - Maschio e Femmina di Fratino a confronto Fig. 3 - Nido di Fratino - Foto: Mario Pucci
Il Fratino frequenta soprattutto spiagge sabbiose, dune costiere, lagune, saline e foci fluviali. Nidifica direttamente sul terreno, in piccole depressioni già presenti nella sabbia, spesso molto difficili da individuare, dove depone generalmente 3 uova ben mimetizzate (Fig.3).
Si nutre principalmente di piccoli invertebrati come insetti, crostacei, molluschi e anellidi, che cattura correndo rapidamente sulla battigia e fermandosi di colpo per beccare la preda.
È una specie migratrice parziale: alcune popolazioni svernano in Africa o lungo le coste del Mediterraneo, mentre altre restano nelle aree più miti tutto l’anno.
Purtroppo, il Fratino è considerato specie vulnerabile in molte zone a causa della perdita di habitat, del disturbo umano sulle spiagge e della predazione dei nidi.
A fronte di una progressiva e sempre più rapida scomparsa degli habitat idonei, proteggere i siti riproduttivi e di svernamento ancora utilizzati dal Fratino diventa perciò fondamentale per garantire la conservazione di questa specie e di quelle particolari condizioni che risultano necessarie alla sua sopravvivenza.
È importante ricordare che i fratini, al pari di numerose altre specie di uccelli, sono ottimi indicatori ecologici. Questo significa che la loro presenza in un determinato habitat è indice del buono stato di salute di quel preciso ambiente.
Il Fratino è oggi in Italia una specie a rischio di estinzione, minacciata dalla perdita di habitat e dalla frequentazione non controllata delle spiagge, una specie pertanto di interesse conservazionistico.
La sua tutela passa dal rispetto delle aree di nidificazione e da una corretta informazione.
Gruppo Lipu Fratino Calabria
Il “Gruppo Lipu Fratino Calabria” nasce nel febbraio del 2020 per iniziativa della Sezione di Rende e Coordinamento regionale con l’obiettivo di colmare, almeno in parte, un grosso gap, ossia l’assenza di dati certi e oggettivi circa la presenza del Fratino in Calabria. Questo vuoto di dati è dovuto sia alla mancanza in passato di volontari dediti ad una specifica attività di monitoraggio, che all’elevata estensione delle aree costiere calabresi.
La Calabria, infatti, con i suoi 880 km di costa, risulta un’area geografica vasta per indagare la presenza della specie, e diviene dunque spesso difficile garantire un monitoraggio capillare di tutti i suoi tratti costieri.
Anche per questo motivo la sezione di Rende sta cercando di creare una rete di volontari fatta anche da semplici cittadini che possono segnalare eventuali avvistamenti, una sorta di Citizen science in grado di semplificare lo sforzo di ricerca da parte dei volontari attivi.
Attività di monitoraggio
Dalla prima decade di marzo alla seconda decade di agosto, la parte fissa dei volontari Lipu, afferenti alla sezione di Rende (mediamente 20 ogni anno) monitora alcuni tratti di spiaggia identificati come potenzialmente idonei per la specie, con l’obiettivo di individuare, monitorare e sottoporre a tutela le nidificazioni di Fratino (Fig. 4).

Fig. 4 - Volontari Lipu durante l'attività di monitoraggio
Vengono effettuati monitoraggi sia sul versante ionico che tirrenico della Calabria, con circa 60 km di costa e mediamente 30 aree indagate ogni anno: un dato, quest’ultimo, che varia in funzione della disponibilità dei volontari e dell’inserimento di nuovi.
Quando viene individuato un nido, si attuano diverse strategie di protezione. Una volta valutata la principale minaccia, si interviene per ridurre il rischio di distruzione della covata, adoperando la soluzione più adatta al contesto specifico: la recinzione di un'ampia porzione di spiaggia, l’installazione di una gabbietta a maglie larghe a protezione del nido oppure l’utilizzo di elementi naturali per deviare il passaggio di fuoristrada, moto e altri mezzi a motore (Fig. 5).
Contestualmente a queste operazioni viene inviata una comunicazione tramite PEC al Comune nel cui territorio ricade il nido, alla Capitaneria di Porto, ai Carabinieri Forestali e agli altri Enti competenti per il tratto di spiaggia interessato.

Fig. 5 - Messa in sicurezza dei nidi
L’attività di monitoraggio e lo sforzo di ricerca messo in atto dai volontari Lipu su questo progetto è notevole. Non ci risulta sia stata mai attuata in Calabria una attività sul Fratino estesa su più province e con l’interessamento di così tanti volontari (Graf. 1).

Grafico 1 - Numero di uscite per anno effettuate dai volontari
Il numero di nidi rinvenuti è aumentato nel corso degli anni (Grafico 2) Questo risultato è dovuto a uno sforzo di indagine maggiore, che ha consentito di identificare via via nuove spiagge potenzialmente adatte alla nidificazione e allo svernamento della specie, e contemporaneamente di escluderne altre che, al contrario, si sono rivelate non essere idonee. Ciò ha consentito di massimizzare lo sforzo di ricerca dei volontari su quelle aree a più alta probabilità di impattare la specie.

Grafico 2 - numero di nidi rinvenuti e aree monitorate nel corso degli anni
La scarsità numerica di nidi trovati è sicuramente un indice della rarità di questa specie ma nel contempo evidenzia lo status di conservazione non ottimale delle spiagge.
Le minacce più rilevanti, riscontrate in molti tratti monitorati, sia sulla parte ionica che tirrenica, risultano correlate al degrado dell’habitat, causato principalmente da attività antropiche dirette e indirette, quali:
- pulizia meccanica delle spiagge con movimentazione della sabbia e rimozione della vegetazione spontanea;
- transito di veicoli a motore, fuoristrada, trattori, quad, moto;
- presenza di rifiuti di vario genere, in alcune zone soprattutto plastiche e lenze da pesca;
- erosione della spiaggia;
- presenza di pescatori, sportivi, bagnanti con conseguente calpestio e distruzione dei nidi;
- predazione delle uova da parte di cani randagi o di proprietà non tenuti al guinzaglio;
- presenza di predatori naturali quali gazze, cornacchie, gabbiani e volpi, attratti nelle spiagge da rifiuti abbandonati;
- eventi sportivi e/o musicali.
In Calabria è molto probabile che esistano altre aree idonee alla specie. I circa 60 km di costa monitorati dai volontari Lipu rappresentano infatti una porzione ancora troppo limitata rispetto agli 880 km complessivi, che risulta difficile coprire nella loro interezza.
Foto: Ilaria Mazzoleni
Attività di tutela
L’obiettivo del progetto non è solo quello di trovare i nidi e metterli in sicurezza, ma anche quello di salvaguardare questa specie dalle costanti pressioni alle quali è sottoposta. È per questo che l’attività di monitoraggio del Fratino in Calabria viene affiancata da un’importante opera di sensibilizzazione rivolta sia alle amministrazioni locali sia alla cittadinanza, ritenuta indispensabile per far conoscere i pericoli e le minacce che gravano su questa specie.
Un’importanze azione di sensibilizzazione viene portata avanti ad inizio di ogni anno, con l’invio di lettere ai sindaci dei comuni costieri della regione Calabria per informarli dell’imminente inizio dell’attività di monitoraggio sui nidi di Fratino e suggerire alle amministrazioni locali le misure di protezione da mettere in atto per la salvaguardia della specie.
Nel corso del 2025, su nostra proposta, tre amministrazioni comunali, Calopezzati e Crosia in provincia di Cosenza e Camini in provincia di Reggio Calabria, hanno approvato la cosiddetta delibera “Salvafratino”. Le delibere comunali prevedono una serie di disposizioni da osservare durante il periodo della nidificazione (dal 15 marzo al 31 agosto), tra cui il divieto di: pulizia meccanica degli arenili, transito di veicoli a motore, accesso a cani senza guinzaglio e svolgimento di manifestazioni rumorose o notturne nelle aree sensibili.
Grazie a questa iniziativa, i tre comuni figurano oggi tra i pochi in Italia ad aver adottato misure concrete per la tutela del Fratino.
Questi comuni potrebbero dunque rappresentare un modello virtuoso e fare da apripista alla creazione di una rete sempre più ampia di comuni “Amici del Fratino” in Calabria, pronti a condividere un approccio di gestione sostenibile del litorale, volto a valorizzare la biodiversità e a migliorare la qualità ambientale delle coste (Fig.7).


Fig. 7 - Le delibere salvafratino approvate dai comuni di Calopezzati, Camini e Crosia
Se vogliamo salvare questa specie dall’estinzione è fondamentale coinvolgere le amministrazioni locali, poiché queste hanno o possono avere una grande responsabilità nel determinare il futuro e lo stato di conservazione del Fratino in Calabria.
Pulizia meccanica e presenza di mezzi a motore sulle spiagge sono due importanti problematiche in mano ai sindaci e alle amministrazioni locali. Nello stesso tempo rappresentano due tra le più grandi minacce responsabili della presenza/assenza del Fratino sulle spiagge calabresi, nonché del suo successo riproduttivo.
Possiamo informare, sensibilizzare e denunciare, ma la vera chiave è la prevenzione. È in questa direzione che la sezione di Rende e il Coordinamento regionale intendono proseguire, promuovendo la delibera “Salvafratino” presso altre amministrazioni comunali sensibili alla tutela del Fratino e del suo habitat.
Attività scientifica
I dati raccolti durante le attività di monitoraggio vengono custoditi e utilizzati per attività scientifiche e di tutela. Nel settembre del 2025 il Gruppo Lipu Fratino Calabria, rappresentato dalla Sezione di Rende, ha partecipato al CIO (Convegno Italiano di Ornitologia), tenutosi a Lecce dall'8 al 12 settembre 2025, con un contributo scientifico, sull’attività svolta negli ultimi sei anni:
“Dati preliminari sull’attività di monitoraggio del Fratino (Charadrius alexandrinus) in Calabria dal 2020 al 2025”.
Al lavoro hanno partecipato 23 volontari, a testimonianza del numero significativo di persone che, con diversi livelli di coinvolgimento, hanno collaborato al progetto nel corso degli anni (Fig.8).

Fig. 8 - Poster scientifico presentato al CIO di Lecce
Sempre durante la stagione riproduttiva 2025, per la prima volta in Calabria sono stati inanellati individui di Fratino, per l’esattezza 11, di cui: 5 femmine, 2 maschi e 4 pulli. Gli adulti sono stati marcati sia con anelli colorati dotati di codici alfanumerici, sia con anelli metallici, mentre i giovani sono stati marcati con solo anello metallico. L’attività è stata portata avanti grazie al contributo di Mario Pucci e Rosario Balestrieri, inanellatori riconosciuti ISPRA (Fig.9).
Fig. 9 - Fratino marcato con anello colorato e codice numerico - Foto Mario Pucci
Il Fratino è una specie molto fragile e delicata, come sono purtroppo fragili le nostre coste. Cercarlo, studiarlo, monitorarne i suoi movimenti, significa proteggerlo, dare valore a quel territorio, incidere sulle politiche di gestione e manutenzione delle spiagge.
Per questo motivo abbiamo bisogno di volontari dediti all’attività di monitoraggio, così da poter ampliare il nostro raggio di azione in Calabria e includere territori che attualmente non vengono monitorati.
Chi fosse interessato può inviare una e-mail ai seguenti contatti: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
