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Fratino a rischio estinzione, un piano europeo coinvolge anche  la Calabria

I volontari della Lipu monitoreranno tre aree, Laghi La Vota (CZ) e Dune dell’Angitola (VV-CZ) sul Tirreno, Foce del Neto sullo Ionio (KR)

 

 

C’è un piccolo uccello costiero che racconta lo stato di salute delle nostre spiagge. È il Fratino (Charadrius alexandrinus), specie simbolo degli ecosistemi dunali oggi seriamente a rischio.

Un rischio tutt’altro che teorico, riconosciuto anche dalla Iucn, che lo classifica “in pericolo”. Un uccellino piccolo, sì, ma capace di accendere dibattiti e polemiche a livello nazionale. Un segnale chiaro che la sua tutela non riguarda solo gli ornitologi, ma chiama in causa il modo in cui viviamo e gestiamo le spiagge, mettendo alla prova il nostro rapporto con l’ambiente e le responsabilità collettive verso il territorio.

Un tempo presenza comune e familiare dei litorali italiani, oggi il Fratino sta scomparendo a un ritmo allarmante. I numeri raccontano una storia che non lascia indifferenti: dalle 1.300–2.000 coppie stimate nel 2004 si è scesi a 570–691 coppie nel 2018, fino ad arrivare alle circa 500 coppie del 2023

Alla base di questo declino ci sono pressioni antropiche sempre più forti sugli ambienti costieri, al punto che il turismo balneare rappresenta oggi la minaccia più grave in assoluto. Il calpestamento accidentale dei nidi, i cani lasciati liberi, la pulizia meccanica delle spiagge, insieme al disturbo continuo causato dalla presenza umana, compromettono seriamente il successo riproduttivo della specie. A tutto questo si sommano la perdita e la frammentazione degli habitat dunali e delle zone umide costiere, spesso modificati o cancellati proprio dalla gestione intensiva delle spiagge e dalla pressione turistica. Proteggere il fratino, quindi, significa prendersi cura delle nostre coste e del delicato equilibrio che le rende vive.

Per fermarne il declino è nato Life Alexandro, progetto cofinanziato dall’Unione Europea che coinvolge Italia e Croazia in un’azione coordinata di conservazione e tutela della biodiversità costiera.

La Calabria è una delle dieci regioni italiane coinvolte nel progetto, insieme a Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Emilia-Romagna, Lazio, Toscana, Abruzzo, Puglia, Sicilia e Sardegna. In totale le attività interesseranno 400 chilometri di costa italiana, per una superficie complessiva di circa 2.400 km² che include 51 siti della rete Natura 2000.

Gli interventi previsti riguardano la protezione dei siti di nidificazione, il monitoraggio dei nidi, il restauro degli habitat dunali e la costruzione di strumenti condivisi per una gestione sostenibile del litorale, che conciliano la tutela della natura con le esigenze del turismo balneare.

Proteggere il Fratino significa salvare una specie, ma soprattutto prendersi cura dell’intero ecosistema costiero. La sua presenza è un indicatore di qualità ambientale, segnale di catene alimentari integre e di bassi livelli di inquinamento.

Il progetto è stato presentato a Marina di Massa e vede come capofila l’Istituto di Ecologia Applicata, affiancato da una rete di partner istituzionali e scientifici tra cui ISPRA, LIPU, Legambiente, i Carabinieri Forestali e diverse università e parchi naturali

 

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