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"Un nome per la Cicogna": quando la ricerca scientifica incontra la memoria e le emozioni.

 COMUNICATO STAMPA

 

Carmine, Mathias e Simone non sono soltanto nomi, ma le storie di tre cicogne bianche inanellate in Calabria nell'ambito del progetto di monitoraggio scientifico della specie e  osservate nel corso del 2026

Dietro ciascuno di questi nomi si cela una storia diversa, fatta di affetti, ricordi e, in alcuni casi, di profonde perdite. Chi ha scelto di dare un nome a una cicogna lo ha fatto per mantenere vivo il ricordo di una persona cara, affidando simbolicamente quel nome al lungo viaggio di un uccello migratore, con la consapevolezza che, probabilmente, non avrebbe mai più avuto notizie di quell'individuo.

Dal 2019 a oggi sono stati inanellati in Calabria 168 pulli di cicogna bianca. Di questi, soltanto 20 individui sono stati  osservati nel corso degli anni, pari a circa il 12% del totale. Una percentuale apparentemente bassa, ma pienamente comprensibile se si considera l'elevata mortalità che caratterizza il primo anno di vita della specie, fattore che riduce significativamente le probabilità di ricontattare gli esemplari inanellati.

La maggior parte delle cicogne ritrovate è stata osservata nelle aree di nascita e alcune di esse sono tornate a riprodursi proprio negli stessi territori, dando alla luce nuovi pulli che, a loro volta, sono stati inanellati. Dati di straordinario valore scientifico, fondamentali per comprendere la biologia e la dinamica della popolazione di cicogna bianca in Calabria.

Accanto all'aspetto scientifico, il progetto "Un nome per la Cicogna" ha voluto aggiungere una dimensione divulgativa ed emotiva, creando un legame speciale tra le persone e questi straordinari migratori.

Tra le storie più significative c'è quella di Simone (PA713) e Carmine (PA716) e due cicogne  nate in Valle del Crati nell'aprile 2024 e inanellate entrambe  il 30 maggio dello stesso anno, e poi Mathias (PA720) nata nella Piana di Sibari e inanellata il 5 giugno 2024.

Poi dopo i loro involi dai rispettivi nidi avvenuto a fine giugno se ne persero le tracce per ben due anni! Ma il 4 maggio di quest'anno il fotografo naturalista e socio LIPU Pierluigi Sacchetti è riuscito a immortalare Carmine in volo  sul versante calabrese dello Stretto di Messina durante la migrazione.

Mathias invece viene fotografata e identificata   dai volontari Lipu, Roberto Santopaolo, con il supporto di Maurizio Zazzaro  il XX aprile presso Ferramonti di Tarsia, mentre sostava insieme a un gruppo di 18 cicogne. Nei giorni successivi è stata osservata ancora nella stessa area.

Simone, invece e stata identificata e fotografata quasi per caso  il XX giugno, a soli XX chilometri dal sito di nascita.

I fotografi e volontari Lipu Maria Corrado ed Ernesto Napolitano stavano monitorando un nido in valle crati quando una cicogna si posa su un traliccio di fianco al nido. Solo dopo analizzando le foto al computer ci si accorse che questa cicogna portava un anello ed era proprio Simone, PA713.

Questi tre individui hanno già affrontato almeno una, forse due, migrazioni complete tra la Calabria e il continente africano, percorrendo migliaia di chilometri. Sapere che il nome di una persona cara continua idealmente a viaggiare insieme a loro rende ogni nuova osservazione ancora più significativa.

Il progetto dimostra come la ricerca scientifica possa trasformarsi anche in uno straordinario strumento di partecipazione e sensibilizzazione. Le storie delle persone e quelle delle cicogne si intrecciano lungo le rotte migratorie, ricordandoci quanto la natura sia capace di custodire memoria, speranza ed emozioni.

Ogni nuova segnalazione di una cicogna inanellata non rappresenta soltanto un prezioso dato scientifico, ma anche il ritorno di un ricordo che continua a volare, alimentando quel legame profondo tra l'uomo e la natura che il progetto "Un nome per la Cicogna" intende raccontare e valorizzare.

 

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